Necessità alimentari in crescita? Digitale a sostegno dell’Agricoltura

Necessità alimentari in crescita? Digitale a sostegno dell’Agricoltura

Secondo il rapporto dell’Osservatorio Smart Agrifood solo le aziende italiane più tecnologiche possono competere alla sfida alimentare globale


Nell’arco di 30 anni il fabbisogno alimentare della popolazione mondiale crescerà del 60% e l’innovazione digitale potrà contribuire in modo sostanziale a sfamarlo, con la sua pervasività a tutti i livelli.

Ecco quanto afferma la Ricerca dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia – “Coltiva dati, raccogli valore” – presentata a Milano pochi giorni fa.

Ma come può il sistema agroalimentare italiano contribuire alla sfida alimentare globale ed essere competitivo rispetto ad altri Paesi?

Può farlo attraverso i prodotti di qualità – rivolti a quelle centinaia di milioni di consumatori internazionali già disposti a riconoscerli – e l’ottimizzazione dei processi, garantiti dall’evoluzione digitale delle filiere e dai paradigmi di Agricoltura 4.0. Per le aziende del “Made in Italy” puntare sulla qualità, mantenerla e migliorarla è fondamentale per difendersi da una concorrenza sempre più agguerrita.

Nei campi, l’Agricoltura 4.0 ha un mercato in Italia di circa 100 milioni di euro, il 2,5% di quello globale: le aziende agricole cominciano a sperimentare i benefici in termini di riduzione dei costi, di qualità e resa del raccolto, ma c’è ancora da lavorare per diffondere l’utilizzo di queste soluzioni.

Non solo in campo, ma lungo tutti i processi di trasformazione e distribuzione, le analisi condotte su 57 case study evidenziano che le tecnologie oggi consentono alle aziende agroalimentari di migliorare e innovare la qualità, in particolare per quanto riguarda la valorizzazione dell’origine dei prodotti, la garanzia dei processi produttivi e la sicurezza alimentare.

L’innovazione digitale può supportare e sostenere questa qualità generando benefici a due livelli:

  1. riducendo i costi di realizzazione di prodotti che già garantiscono elevati standard di qualità (si pensi ad esempio a tutti i prodotti DOP e ai prodotti biologici)
  2. incrementando i ricavi grazie ad una maggiore riconoscibilità o garanzia di quanto proposto (ad esempio, si stanno sperimentando sistemi di anticontraffazione o di riduzione dei prodotti non conformi esportati).

Tra gli strumenti disponibili per supportare la qualità alimentare, la tracciabilità dei prodotti ricopre un ruolo fondamentale, in particolare se la sua implementazione è vista non solo come l’adempimento a un “mero” obbligo legislativo ma come uno strumento per la creazione di valore aggiunto.

TeamSystem, di cui noi di SEPI Informatica siamo software partner, ha fornito informazioni utili per la ricerca sulla base delle propria esperienza a fianco di molte aziende dell’agroalimentare, con il gestionale Alyante.

Nelle sue verticalizzazioni per il settore vitivinicolo e quello dell’olio, Alyante garantisce piena aderenza alle normative di tracciabilità della filiera produttiva e una gestione semplice del processo di certificazione dei prodotti che, in questo modo, sono rintracciabili dal carico delle materie prime fino alla commercializzazione del prodotto finito e viceversa.

E come abilitatore di tecnologie digitali SEPI e TeamSystem sono pronte all’Agricoltura 4.0, ai selfdriving tractor e per certi aspetti ai robot, alle soluzioni di tracciabilità basate sulla Blockchain e all’introduzione dell’intelligenza artificiale.

 

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Fonte: https://alyante.teamsystem.com/blog/aziende-agroalimentari/coltiva-dati-raccogli-valore

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